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SICUREZZA DEI MEDICI: AL VIA L’OSSERVATORIO E UN NUOVO MODELLO PER LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE

07 Sett 2017

Nell’incontro di ieri con gli Ordini dei medici il Presidente Emiliano ha dato il via libera all’Osservatorio regionale sulla sicurezza e alla sperimentazione di poli unici per la continuità assistenziale. Sui vaccini la Regione porterà avanti insieme agli Ordini dei medici una campagna per una vaccinazione consapevole. Per rispondere alla carenza di medici Emiliano punta alla fine del numero chiuso e all’aumento delle borse di specializzazione: “Voglio investire sull’Università di Medicina in Puglia”.

 
Bari 6 settembre 2017. A quattro anni dalla morte di Paola Labriola, il dramma che ha posto all’attenzione dell’opinione pubblica pugliese l’urgenza del tema sicurezza, gli Ordini dei medici delle provincie pugliesi hanno incontrato ieri Michele Emiliano. Erano presenti, oltre al Direttore di Dipartimento Giancarlo Ruscitti, Filippo Anelli -  Presidente dell’OMCeO Bari, Pierluigi De Paolis – Segretario OMCeO Foggia, Francesco Morgante - Vice Presidente OMCeO Lecce ed Emanuele Vinci - Presidente OMCeO Brindisi, che hanno affrontato diversi temi caldi per la Sanità pugliese, a partire da quello della sicurezza dei medici. 
Gli Omceo di Puglia hanno espresso, in premessa alle singole questioni, il grande disagio e le crescenti difficoltà dei medici e di tutti gli operatori sanitari nel loro impegno quotidiano a tutela della salute.  
In questo periodo di grandi cambiamenti organizzativi  conseguente all'applicazione del Piano di riordino ospedaliero, gli Ordini dei medici di Puglia ritengono che il sistema sanitario debba essere governato con un impegno diretto della politica regionale e, in tal senso, ritengono auspicabile la presenza costante di un Assessore regionale alla Salute.
 
SICUREZZA DEI MEDICI: AL VIA UN NUOVO MODELLO PER LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
Nell’incontro il Presidente si è impegnato affiché si costituisca l’Osservatorio regionale sulla sicurezza, che gli Ordini chiedono da tempo come luogo in cui registrare e analizzare i casi di aggressione, in modo da individuare i fattori di pericolosità e proporre soluzioni finalizzate alla tutela della sicurezza degli operatori sanitari. 
Inoltre, sul fronte sicurezza delle sedi di guardia medica, Regione e Ordini hanno concordato di procedere con la sperimentazione – inizialmente in alcune località per poi essere esteso a tutto il territorio -di un nuovo modello per la continuità assistenziale che preveda poli unici nel periodo di reperibilità notturna. Dopo le 22.30 – quando cioè nel modello attuale le sedi di guardia medica chiudono al pubblico ed è prevista la reperibilità telefonica per visite domiciliari - i medici in servizio saranno aggregati in un polo unico presso gli ospedali o le sedi ASL di zona da dove effettueranno il triage telefonico e risponderanno alle chiamate dei pazienti per le visite domiciliari. Questo consentirà di superare i rischi cui vanno incontro i medici della continuità assistenziale – tra cui molte sono donne – che nelle ore di guardia notturna rimangono da soli nelle diverse sedi sul territorio rimanendo più esposti ad aggressioni. Inoltre, il modello che verrà sperimentato prevede che i medici di continuità assistenziale in visita domiciliare nelle ore notturne siano accompagnati da un operatore di assistenza di Sanitaservice che avrà una funzione deterrente e di tutela della sicurezza.
 
PRECARIATO E CARENZA DEI MEDICI
Per quanto riguarda la carenza di medici, il Governatore ha rassicurato i rappresentanti della professione sulla stabilizzazione dei precari dal 1° gennaio 2018, lo sblocco del turnover e l’avvio dei bandi di concorso per le nuove assunzioni, evidenziando però le difficoltà rappresentate dai percorsi formativi e dal numero chiuso. 
Quest’anno per carenza di docenti la Facoltà di Medicina di Foggia ha perso 6 scuole di specializzazione mentre quella di Bari ne ha chiuse 8. Emiliano ha dichiarato che la Regione è disponibile a coprire i costi per i posti vacanti di professori ordinari e associati necessari per la riapertura delle Scuole di specializzazione ed ha sottolineato la necessità di creare una Facoltà di Medicina di Puglia con due poli didattici che sia competitiva in termini di numero di iscritti e didattica. “Voglio investire sull’Università di Medicina in Puglia – afferma Michele Emiliano – Abbiamo esagerato con il numero chiuso e abbiamo dissuaso molti giovani”. Il problema drammatico della carenza dei medici – aggiungono i rappresentanti degli Ordini – non si può risolvere con l’apertura dell’accesso alla Facoltà di medicina, perché i neolaureati andrebbero incontro all’imbuto del numero limitato di borse di specializzazione o di accesso al corso di Medicina Generale. Al momento ogni anno sono 2mila i medici neolaureati che rimangono fuori dai percorsi formativi e non possono accedere al mondo del lavoro.  Occorre quindi aumentare il numero delle borse.
A proposito della formazione, il Presidente ha concordato con i medici la costituzione di un tavolo congiunto Regione, Ordini dei medici e l’Università, dedicato ai corsi di specializzazione. 
 
“SUI VACCINI SIAMO TUTTI IMPEGNATI”
Il Presidente Emiliano, pur rimanendo critico nei confronti della legge sull’obbligo vaccinale che a suo parere rischia di non incidere nel lungo periodo sulla propensione alla vaccinazione o addirittura di avere un effetto negativo, si è detto d’accordo con i medici sull’opportunità di vaccinarsi: “Nessuno mette in discussione il fatto che la vaccinazione serva. Io ho fatto vaccinare tutti i miei figli. Occorre però spiegare alle persone perché bisogna farlo” afferma il Presidente della Regione, che ha concordato con gli Ordini di avviare un’iniziativa comune per una vaccinazione consapevole e si è dichiarato disponibile a farsi vaccinare insieme ai Presidenti degli Ordini dei medici durante la prossima campagna per la vaccinazione antinfluenzale.
 
POLITICA DEL FARMACO: TORNI NELLE MANI DEI MEDICI
In seguito all’uscita delle linee guida regionali per il contenimento della spesa farmaceutica, gli Ordini hanno chiesto alla Regione che la politica del farmaco torni nelle mani dei medici, perché la prescrizione è un atto medico che non può essere guidato da un approccio ragionieristico. I medici e la Regione hanno concordato su questo temi di analizzare in modo congiunto i dati relativi all’appropriatezza prescrittiva.

omceo ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri della provincia di bari

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